Protesi d’anca: di cosa è fatta?Per gli under 65 che soffrono di osteoartrosi all’anca, oggi c’è una protesi che permette di preservare strutture importanti dell’articolazione per tornare a fare sport e condurre una vita attiva: la protesi di rivestimento con sistema BHR. Lo spiega il dottor Pierantonio Gardelin, specialista in chirurgia ortopedica.

«La protesi di rivestimento impiantata con il sistema BHR (Birmingham Hip Replacement) – spiega il dottor Gardelin – è una protesi metallo-metallo che ha dimostrato di essere indicata per una classe di pazienti particolare, ovvero gli under 50». Sebbene questa protesi sia indicata per gli inserire 65 lo studio è dedicato agli under 50, categoria di pazienti con altre richieste funzionali. A dimostrarlo, è uno studio condotto dal Joint Orthopaedic Centre di Sydney, che ha analizzato il livello di sopravvivenza della protesi, e la percezione del benessere e del recupero funzionale riferite dai 226 pazienti, maggiormente uomini, coinvolti. Il tempo considerato per valutare l’efficacia della protesi è stato, in media, 12 anni. Tutti i pazienti, al momento dell’intervento di artroplastica, ovvero di impianto di protesi BHR, avevano meno di 50 anni e soffrivano di osteoartrite dell’anca. Media di 15 anni, la protesi è sopravvissuta nel 96,8% dei casi.

Nel 96,8% dei casi, la protesi è sopravvissuta a distanza di 10-15 anni, e rispetto ad altre protesi, i ricercatori hanno evidenziato che, a 3 anni dall’intervento, i casi di revisione sono stati “solo sei, di cui quattro verificatisi in donne”. Nonostante le varie ipotesi avanzate nello studio, non è ancora chiaro se vi siano fattori meccanici che determinano una maggiore predisposizione al fallimento della protesi a seconda del sesso, o se il fallimento sia da ricondurre a altri fattori, come la diversa grandezza della testa del femore che è più grande nell’uomo rispetto alla donna, o alla presenza di displasia dell’anca, più frequente nelle donne. «Sono sicuramente necessari ulteriori studi, specie per indagare e fare chiarezza sulle cause del fallimento della protesi, o per valutare la situazione a distanza di un periodo di tempo maggiore di 10-15 anni – sottolinea il dottor Gardelin -. In attesa, l’indicazione alla protesi di rivestimento resta per l’uomo».

Per quanto riguarda gli esiti riferiti dai pazienti in termini di benessere percepito a 10 anni dall’impianto di protesi di rivestimento BHR, i dati dimostrano un elevato indice di soddisfazione. Infatti, tanto la riduzione del dolore come il miglioramento della mobilitá e funzionalitá dell’articolazione dell’anca sono stati ampiamente riportati dai pazienti stessi. Inoltre la maggior parte di questi pazienti sono tornati a praticare la loro attività sportiva anche traumatica e questo aumenta ancora di più la validità di questo impianto. «I risultati ottenuti finora sono molto positivi e fanno sperare nel raggiungimento di un livello ancora piú alto del successo del sistema BHR per l’impianto di protesi di rivestimento – conclude il dottor Gardelin -, per ora, nei pazienti under 50».

FONTE: The outcome and survival of metal-on-metal hip resurfacing in patients aged less than 50 years

Il dottor Gardelin visita a Milano, Monza, Saronno, Taranto e Bari >>