Borsite del ginocchio: un rischio anche per gli sportiviDisturbo noto come “ginocchio della lavandaia”, colpisce anche chi pratica alcuni tipi di sport. Come gestire il problema? Ne parliamo con il dottor Pierantonio Gardelin, chirurgo ortopedico esperto di anca e ginocchio.

Un tempo definito “ginocchio della lavandaia” perché compariva in chi doveva rimanere a lungo in ginocchio, oggi compare in chi pratica sport come pallavolo e hockey, discipline in cui risulta fondamentale l’uso delle ginocchiere, un tempo utilizzate anche dai portieri di calcio. Oggi, però, si parla di borsite, un’infiammazione a carico della borsa del ginocchio, ovvero la sacca che contiene il liquido sinoviale ad azione lubrificante che fa da cuscinetto fra i tessuti che compongono l’articolazione. Tra i sintomi più comuni, oltre al dolore, che può manifestarsi sotto forma di fitte improvvise, anche gonfiore, calore al tatto, rossore e rigidità al movimento.

Qual è la causa della borsite?

L’abitudine a tenere a lungo determinate posizioni, specie a ginocchia piegate, ma anche un’infezione o un trauma possono favorire l’insorgenza della borsite. «In modo particolare – sottolinea il dottor Gardelin- esercitare una pressione ripetuta sull’articolazione del ginocchio, soprattutto a contatto con superfici rigide, è una delle cause possibili della borsite. Non c’è da stupirsi quindi se tale patologia riguarda anche gli sportivi e in modo particolare chi pratica quei tipi di sport dove le cadute a terra con le ginocchia sono frequenti».

Borsite, come si cura?

«In genere – prosegue l’esperto – se la borsite si presenta in forma lieve possono bastare semplici rimedi, come l’applicazione di impacchi di ghiaccio o l’utilizzo di creme anti-edemigene per ridurre il gonfiore, assumendo allo stesso tempo farmaci anti-dolorofici. Mentre l’intervento chirurgico per asportare la borsa è di fatto un’eventualità rara da prendere in considerazione solo nei casi di patologia cronica che non risponde alle terapie».

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