Il Dottore risponde

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Andrea De Vita

Salve, Dott. Gardelin, grazie per questo bel servizio che offre.

Sono un uomo di 41 anni.

10 anni fa, nel 2012, ho subìto un intervento di ricostruzione combinata LCA-LCP con tendini da donatore, operazione fatta a seguito di un violento trauma in una partitella amatoriale di calcetto avvenuta qualche anno prima, che riportò, per l’appunto, rottura di LCA e LCP, distrazione del collaterale mediale, mentre risultarono miracolosamente intatti, menischi e cartilagini.

. Sono tornato a fare tutto nella vita quotidiana, senza particolari problemi…faccio anche il cameriere extra e, per un servizio, sto in piedi anche 10 ore, non avvertendo alcun fastidio.

Raramente gioco a calcio, un po’ perche non lo amo particolarmente come sport, un po’ per paura psicologica di rompermelo di nuovo. Caricai questa operazione di tante ansie, e la paura di una nuova rottura mi accompagna sempre, anche nel quotidiano, tenuto conto anche che, nonostante l’impegno che dedicai alla fisioterapia, non sono mai piu riuscito a far tornare i muscoli della gamba operata a livello di quella sana.

Preferisco, pertanto, dedicarmi solo a bici, nuoto e lunghe camminate miste a un po’ di corsetta leggera. Partitelle di pallone, giusto una volta ogni tanto, senza mai metterci particolare agonismo.

Il mio dubbio riguarda le sensazioni che, a distanza di 10 anni, ho sempre avvertito e tuttora avverto sui movimenti di torsione.
Diciamo che tutti i movimenti in “valgismo” del ginocchio, mi producono una sensazione strana all’interno del ginocchio stesso (ad esempio un contrasto con gamba in valgismo sulla palla, durante una delle rare partite di pallone a cui partecipo).

Per cercare di farle capire meglio, è lo stesso movimento che riprodurrebbe un “pivot shift test”, dove, quando il ginocchio era rotto, cedeva, ora non cede piu, ma sento all’interno, anche a distanza di 10 anni come se “tirasse” qualcosa a livello laterale interno,a livello di quella che mi è stato detto chiamarsi la “zampa d’oca” , qualche volta anche a livello femoro rotuleo (sempre dalla parte interna). Sono gli unici movimenti che mi ricordano che ho una gamba operata, e me la fanno sentire un “pelo” diversa da quella sana. Peggio ancora, quando, ad esempio, provo a nuotare a rana, lì la sensazione di fastidio si protrae anche quando esco dall’acqua. .
Mi piacerebbe sapere, se , secondo voi, tutto cio sia normale oppure no.
Grazie anticipatamente se mi vorrà rispondere.

Pierantonio Gardelin

Buongiorno
Dopo una rottura del legamento crociato anteriore e/o di quello posteriore anche se ben ricostruiti non si riesce ad ottenere la completa stabilità e corretta biomeccaniva nativa. Quindi come nel suo caso in cui entrambi sono stati lesionati è normale avere una sensazione paragonabile alla sua descrizione
Mi raccomando mantenga una buona muscolatura 
Cordiali saluti 

Dott. Pierantonio Gardelin

Antonina carbone

Buongiorno dottore volevo sapere se questo intervento di prendere il grasso da ombelico e metterlo al ginocchio e pericolo e se lo fanno negli ospedali mia figlia a 40 anni eanno messa in lista per protesi voleva provare questa cosa del grasso che prendono da ombelico e un intervento che funziona ? Lo fanno in ospedale ?grazie

Pierantonio Gardelin

Buongiorno
è un intervento che funziona con le corrette indicazioni. Se non c’è più cartilagine le cellule mesenchimali prelevate dal tessuto adiposo non riescono a ricostruirla.
Ci sono alcuni ospedali in cui viene effettuato questo trattamento

Dott. Pierantonio Gardelin

Camillo

Buongiorno dottore. Ho 51 anni e sto facendo una cura con Clody 200mg a fiale (12 in totale) a giorni alterni le prime 6(fatta ieri la sesta),e una ogni 3 giorni le rimanenti. In associazione Algix60,due al die per i primi 3 giorni e poi una al die per i restanti 12 giorni. Ho un po di coxartrosi bilaterale con forti dolori fino alle ginocchia e appena smetto di prendere antidolorifici mi alletto totalmente. Ho fatto analisi per artrite reumatoide e sono in attesa dei risultati da portare al reumatologo perché ho anche dolori alle mani,spalle,gomiti e collo. Comunque,siccome ho dovuto sospendere Algix 60 perché ho iniziato ad avere dolori toracici più gonfiore alle caviglie( soprattutto a sinistra),volevo chiedere…….posso prendere il Deltacoetene 25mg che tralaltro mi fa pure più effetto, al posto dell’Algix mentre continuo cura con il Clody?????

Pierantonio Gardelin

Non ci sono controindicazioni tra l’assunzione di clody e deltacortene
Cordiali saluti

Dott. Pierantonio Gardelin

Luca

Buongiorno, ho 40 anni, a seguito di rmn bacino per altre problematiche mi è stata trovata tra testa e collo del femore destro una formazione sottocorticale di tipo cistico a margini netti. Da riferir in prima ipotesi a lacuna da ernia intrasinoviale(~5mm).
Un altra simile ma più piccola si trova su aletta sacrale destra, al terzo medio della sincondrosi sacroiliaca.

Dottore di base dice che in parole povere sono dei buchini nell osso e di non preoccuparmi. Rifar esame rx e rmn bacino a 6 mesi

Un pò preoccupato lo sono.
Perché si formano?
È veramente utile rifar un rmn a 6 mesi o meglio aspettare almeno un anno? Crescono cosi rapidamente?

Grazie delle info e del suo prezioso tempo

Pierantonio Gardelin

Buongiorno
è molto frequente trovare queste lacune in quelle sedi descritte dalla RMN, si fa il controllo a 6 mesi perché non avendo uno storico, cioè la valutazione di un’altra immagine, si vuole semplicemente vedere che non ci sia nessun’altra evoluzione. Sono situazioni molto comuni che non portano sintomatologia e non portano altre problematiche in futuro. Si formano a causa di una alterazione di sviluppo della spongiosa ossea.
cordiali saluti
Dot. Pierantonio Gardelin

Nicola

Buongiorno Dottore,
Le scrivo per conto di mia madre. Il 17 di maggio è stata operata di protesi anca sx. Continua a lamentare dolori inguinale, sopra il ginocchio e la parte posteriore della coscia che le porta ad una zoppia. La prima RX fatta dopo l’intervento non ha evidenziato anomalie unitamente al primo controllo ortopedico. Siamo a 4 mesi di distanza e continua ad avvertire dolori. Siamo un po’ preoccupati. Possibile che vi sia stata una mobilizzazione ovvero un allentamento della protesi a soli 4 mesi? oppure un’infezione? Su internet si leggono tante cose….
Cosa potrebbe essere dottore? Grazie

Pierantonio Gardelin

Buongiorno

Purtroppo le cause del suo dolore possono essere molteplici: si anche una mobilizzazione precoce però si dovrebbe vedere alla rx. L’infezione normalmente porta anche un rossore o sofferenza cicatriziale e edema/gonfiore locale. Un problema muscolare o posturale si dovrebbe risolvere col tempo e la fisioterapia
Oppure una patologia che non deriva dall’anca ma dalla colonna vertebrale per esempio

Dott. Pierantonio Gardelin

enzo

Buonasera dottore
È normale avere l’impressione di una gamba più lunga dopo una lipogems all’anca?
Grazie

Pierantonio Gardelin

Buongiorno,
se successivamente all’intervento si fosse creata un’infiammazione tale da coinvolgere i muscoli dell’anca allora si, potrebbe.
In questo caso ovviamente è una problematica transitoria che si risolve con qualche trattamento manuale da parte di fisioterapisti/osteopati
Cordiali saluti

Dott. Pierantonio Gardelin

Caterina Nuovo

Buongiorno dottore. Sono di Bari ed ho visto che lei visita sia nella mia città che a Taranto. Alcune domande: 1) per consentirle di valutare l’appropriatezza di una infiltrazione di mesenchimali al mio caso basta un referto radiografico (9/5/22) o serve altro (Rmn, tac…)? Tra l’altro il referto individua il problema solo a dx, ma un ortopedico afferma esserlo bilaterale, cosa che condivido pienamente per via della mia sintomatologia.
2) Lei effettua le infiltrazioni di mesenchimali solo a Milano?
Grazie

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Pierantonio Gardelin

Buongiorno
Confermo che è sufficiente radiografia, può fissare appuntamento direttamente a Bari o taranto
Il dottore effettua infiltrazione cellule mesenchimali a Milano e Taranto
Cordiali saluti

Giuseppe

Salve dottore circa 4 mesi ho fatto un intervento al crociato anteriore e menisco mediale.
Dopo due mesi post intervento fisioterapia il mio ginocchio era sempre gonfio mi consiglia di fare una ecografia da lì si nota che avevo un mare di versamento,e così mi prescrivono un RSM e siamo già al 3 mese post intervento da lì mi risulta una edema spongioso a livello tunnel dove vanno fissati invari legami,siamo al 4 mese facendo le varie terapia laser magneteo terapia palestra il discorso non cambia appena faccio qualche cosa di più mi gonfia e zoppicò…. consiglio? Grazie anticipatamente

Pierantonio Gardelin

Buonasera
Purtroppo non ho una grossa esperienza di complicanze post ricostruzione del legamento crociato anteriore.
Mi spiace di non poterle essere d’aiuto

Dott. Pierantonio Gardelin

Patrizia

Buongiorno dott.Gardelin da 4 mesi accuso dolore nella zona inguinale con espansione del dolore anche su metà gamba sx.Dopo varie terapie farmacologiche antinfiammatorie ho eseguito RM bacino dove l’esito è qui descritto:
Marcata distensione fluida come per borsite della borsa dell ileo-psoas di sx.Le dimensioni massime della stessa sono di circa 8cm in senso cranio-caudale e di circa 3×3cm su un piano assiale.Coesiste moderata quota fluida lungo l’articolazione coxofemorale sx in comunicazione con la stessa borsa.Aspetti coxartrosici a sx con relativo assottigliamento della cartilagine articolare,immagine similgeodica di circa 7mm sul versante acetabolare esterno ed alterazione edemigena della spongiosa ossea specie sul versante acetabolare.
Mi dica per favore cosa e in che modo posso risolvere questa situazione .
Grazie .

Pierantonio Gardelin

Buongiorno
Si tratta sicuramente di un artrosi dell’anca con compromissione anche
dei muscoli dell’articolazione
Si consiglia 20 sedute di laser + magnetoterapia, fisioterapia, terapie
manuali ed esercizi di ginnastica mirati per l’anca
In caso non desse risultati apprezzabili è necessaria una visita
specialistica e magari delle infiltrazioni anche con cellule
mesenchimali
Grazie e cordiali saluti

Manuel

Buongiorno dottore,
Sono un ragazzo di 28 anni , da sempre sportivo , ma ho anche fatto diversi lavori pesanti tra cui i traslochi , un anno fa mentre lavoravo dopo il lockdown a casa ho ripreso a lavorare e ho accusato facendo un movimento veloce uno stack al ginocchio sinistro , all’inizio non ci ho fatto più di tanto caso perché il dolore in un paio di giorni è scomparso ma poi avevo una sensazione di fastidio che mi porto avanti da un anno , ho fatto rmn ad entrambe le ginocchia , il risultato è che ho avuto una lesione sottile al corno posteriore del menisco mediale e nel ginocchio destro ho una degenerazione del tessuto del menisco sempre al corno posteriore , andato già da un ortopedico e secondo lui dovevo fare solo rinforzo muscolare e così ho fatto e da un anno faccio regolarmente cyclette in casa per 1 ora/mezza ogni 2/3 volte a settimana , ho incrementato sicuramente la mia forza muscolare con gambe più toniche e snelle però accuso ogni tanto ancora fastidì , soprattutto al mattino quando mi alzo ho come la sensazione che c’è qualcosa che interferisce nella camminata poi quando sento stack si sblocca tutto e fino a sera non sento un vero dolore ma un fastidio sempre solo al sinistro, mentre al destro da quando faccio cyclette è perfetto ! Volevo un consiglio su qualche tecnica rigenerativa dato la mia giovane età , sono disposto a tutto , anche a venire da lei nel suo studio ma voglio davvero risolvere il mio problemino dato che sono una persona molto attiva. Mi scuso per il messaggio lungo , le allego anche il referto grazie mille buona giornata.

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Pierantonio Gardelin

Buonasera
È per me fondamentale visitarla per capire la causa del dolore
Comunque se la causa fosse una lesione meniscale la terapia rigenerativa non sarebbe sufficiente ma si dovrebbe ricorrere alla chirurgia Artroscopica
Cordiali saluti

Dott. Pierantonio Gardelin

Elena

Buongiorno Dottore
Scrivo per conto di mia moglie che da circa 2/3 mesi soffre di un problema alle ginocchia e dietro controllo medico con prescrizione di una risonanza gli è stata prescritta una cura.
Allego sia il risultato della risonanza che la cura prescritta dal medico.
Fortunatamente in famiglia abbiamo l’ attrezzatura che ci permette di fare giornaliermente il trattamento di magnetoterapia, anche se nell’ ultimo periodo mia moglia accusa forte dolore durante il trattamento e vorremo sapere se è normale oppure no.
Approfitto per chiederLe se secondo Lei la cura prescritta è quella giusta oppure bisogna apportare qualche cambiamento poichè a distanza di circa 2/3 mesi il dolore ancora non si attenua..mi riferissco al ginocchio dove si evidenzia l’ edema intraspongioso.
La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e per eventuale riscontro.
Saluti

Esito RISONANZA e Prescrizione Medica_page-0001.jpg
Pierantonio Gardelin

Buongiorno
tendenzialmente la cura prescritta va bene

Annalisa

Buongiorno Dottore
Ho 58 anni , monorene e da 3 mesi soffro di dolore dorsale che passa solamente da sdraiata , ho eseguito Rm dorsale e questo è L esito :
dorso curvo con irregolarità spondilosiche soprattutto a livello dei metameri distali ove si osservano aspetti di modesta depressione e cuneizzazione dei corpi vertebrali da cedimento cronico senza area di edema riferibili ad eventi attuali . Si associano irregolarità osteocondrosiche delle limitanti ossee intervertebrali con ernie intraspoginose da D9 a D12 e a livello D11 D12 fulcro di ipercifosi con presenza di protrusione discale e conseguente impronta sul sacco durale e influenza superficie anteriore del midollo spinale. Nonnrilevate lesioni ossee focali . Non rilevate alterazioni di spessore e di segnale del midollo spinale….
Mi è stata prescritta questa cura:
clody 200 a giorni alterni per 4 settimane poi 1 a settimana per 2 mesi
corsetto rigido spinomed per 20 giorni
magnetoterapia
Cosa ne pensa?
6 mesi feci anche una Moc e andava bene …
Cosa ne pensa?
Grazie per una eventuale risposta
Saluti
Annalisa

Pierantonio Gardelin

Buongiorno ho risposto al suo indirizzo mail

Santina

Salve dott ho 40anni è da un po di anni che ho problemi con le gambe ho sempre dolore soprattutto alla sinistra nel 2019 inizio ad avere dolori che non passano mai faccio una risonanza con risultato coxartrosi bilaterale con formazionigeodico cistiche del tetto acetabolare con associato edema intraspongioso peri lesionato faccio un intervento in artoscopia per impunemente femore acetabolare dopo il tutto ad oggi continuo ad avere sempre dolore ad oggi rifaccio una risonanza con risultato coxarttosi avanzata bilaterale ecc cosa mi consiglia arrivederci

Pierantonio Gardelin

Buonasera. Purtroppo in caso di artrosi avanzata l’unica soluzione è quella protesica. In caso non l’avesse già fatto è molto importante la fisioterapia intesa come terapie manuali (pompage + decoaptazione della testa femorale) e rinforzo muscolare globale ( con maggior attenzione al medio gluteo) propriocettiva e core stability. Inoltre l’innesto di cellule mesenchimali da tessuto adiposo possono comunque darle benefici e migliorare la qualità di vita.
Cordiali saluti

Dott. Pierantonio Gardelin

Giovanni Rubino

Si puo’fare la protesi al ginocchio bloccato da una frattura al piatto tibiale.

Pierantonio Gardelin

si può fare grazie

Dott. Pierantonio Gardelin

Rubino

Grazie a presto

Tiziana

Buongiorno Dottore ho 45 anni sono una mamma, lavoro in un call center per cui sono molte ore seduta. Allego risonanza magnetica bacino, anche e lombosacrale vorrei un consiglio se fosse possibile operare, ho problemi a muovermi, la schiena si blocca molte volte e ho difficoltà a stare seduta e camminare con forti dolori specie alle anche avendo una displasia. Assumo già antidolorifici (palexia 150 mg) ma non è una soluzione. La prego mi aiuti.

Vincenzo

Buonasera Dottore,
Sono uno sportivo agonista da 21 anni quasi, recentemente ho iniziato ad accusare dolore durante il normale svolgimento della pratica sportiva.
Ho effettuato una risonanza magnetica, strutture meniscali, tendinee e legamentose regolari. Unica irregolarità: una “formazione tondeggiante di 7mm con segnale simil condrale” , addossata al profilo del condilo femorale mediale, nella porzione anteriore della gola intercondiloidea.

Ho sentito il parere di due ortopedici della mia zona (Provincia di Chieti). Uno dei due mi ha consigliato di frammentarla con onde d’urto ed eventualmente altri trattamenti fisioterapici. L’altro specialista mi ha consigliato, considerata la mia giovane età (27 anni) un “lavaggio” chirurgico non invasivo dell’articolazione.

I due approcci (chirurgico e conservativo) ricevuto praticamente a distanza di 5 giorni l’uno dall’altro, mi hanno un pochino disorientato. Potrei avere un suo parere a riguardo?

Ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti.

Nicola

Buona sera dottore o fatto l’anca destra mese di luglio preso infezione rifatto intervento e messo spaziatore antibiotico rifatto protesi da 20giorni ma o dolori atroci a camminare dal gluteo al ginocchio grazie

luca

Buongiono dottore, ho 50, anni faccio sport regolarmente ed intendo a continuare a praticarlo,. Da RX ed RNM al ginocchio sx risulta vistosi fatti artrosici, soffetenza ossea del piatto tibiale esterna, artrosi tricompartimentale accentuati nel lato femore-rotuleo. Ho dolori quando fletto la gamba oltre i 90 gradi. È utile il trattamento lipogems? Grazie

Francesca

Salve Dottore, per una contropatia femoro-rotulea di primo grado è indicato il trattamento con cellule staminali mesenchimali? Pratico sport tutti i giorni ad alti livelli ed ho paura che nonostante non avverta dolore quando mi muovo la situazione possa degenerare in futuro. Lei cosa mi consiglia?

Loredana

Buonasera Dottore
ho eseguito MOC femorale e rachide lombare di controllo. Ho 55 anni e sono in menopausa da circa 5 anni. L’esito del femore sinistro (io accuso dolori al destro) evidenzia T-Score di -2.50 mentre lo studio densitometrico al rachide lombare evidenzia T-Score di – 1.49. Le chiedo se eventualmente se lei si occupa anche di questa patologia.

Effe

Egr. Dottore,
sono una ragazza di 28 anni, normopeso, ed ho sempre fatto attività fisica.
circa 5 anni fa, dopo uno sforzo in palestra ho iniziato ad accusare un dolore fortissimo alla gamba sinistra, nella fascia anteriore/interna della coscia.
questo dolore inizialmente regrediva spontaneamente e dopo poco. col passare del tempo, invece, è stato sempre più frequente e più intenso, tant’è che ho interrotto l’attività sportiva. attualmente questo disagio lo ho anche a riposo, ad entrambe le gambe ed associato a pizzicori, bruciori e fastidi. non riesco a fare passeggiate o a stare in piedi per troppo tempo. nell’ultimo anno sono comparsi dolori sui glutei, all’inguine e ai fianchi, sopra l’inguine non lateralmente, che ormai avverto quotidianamente.
ho fatto numerosi accertamenti, dai quali è emerso :
nella EMG: sofferenza neurogena cronica di entità moderata nei territori muscolari di pertinenza radicolare l4,l5 di sinistra, lieve sofferenza del nervo cutaneo laterale del femore di sinistra,
dalla RM del bacino: modeste disomogeneità delle contrapposte superfici coxofemorali con sfumata sofferenza contrale e dell’osso subcondrale, più evidente a livello dei tetti acetabolari. non attuali focolai di sofferenza osteocondrale. nelle coxofemorali è presente un impegno reattivo sinoviale bilaterale con falda fluida intrarticolare, più significativa a sinistra. non alterazioni morfologiche e di segnale a carico delle teste femorali. modesto impegno reattivo a carattere infiammatorio a carico delle componenti tendinee in sede peritrocanterica bilaterale. sostanzialmente nella norma le componenti muscolo tendinee visualizzate. modesto ispessimento del nervo cutaneo laterale del femore in prossimita della sias di sinistra con sfumata alterazione dell’intensità del segnale come per sofferenza di modesta entità. si associano alterazioni reattive loco regionali a livello delle inserzioni tendinee della spina iliaca antero superiore.
ho effettuato anche la rm alla zona lombo sacrale ed alla gamba, nonché ecografia all’addome, il tutto senza esito positivo.
attualmente ho effettuato la prima infiltrazione di acido ialuronico alle anche, come prescrittomi dall’ortopedico. tuttavia non vedo miglioramenti dopo una settimana, anzi, i problemi sono persistenti.
volevo chiederle se ritiene che questo sia l’approccio più adeguato alla mia condizione, e se, eventualmente a fine del ciclo di 3 infiltrazioni la terapia non funzionasse, cosa dovrei fare e se esiste un rimedio definitivo.
La ringrazio

Federica

Buongiorno professore mia figlia ha 14 anni ed ha un distacco di cartilagine dovuto ad un trauma sportivo. Ci hanno prospettato intervento artroscopico di ripristino della cartilagine distaccata e trattamento con cellule mesenchimali. Ci sono controindicazioni per questo trattamento vista la giovane età?

Cristiano

Buongiorno,
ho 33 sono affetto da alluce rigido da 3 anni. Sono un professionista dello sport e non ho nessuna intenzione di smettere. Ho provato molte terapie fra cui anche infiltrazioni di cortisone, il dolore non è mai calato. L’artrosi non è ancora in stadio avanzato, fortunatamente sta degenerando lentamente ma di anno in anno perdo sempre più mobilità e il dolore aumenta, oltre che avere un evidente ingrossamento dell’articolazione dell’alluce. Ovviamente come immaginerà ho già visto molti suoi colleghi ma non ho intenzione di farmi nessun intervento chirurgico nel breve termine. Ritiene che potrei fissare un consulto con Lei per valutare soluzioni alternative all’intervento?

Grazie a presto

Alessandro Mati

Buongiorno Dottore Mi chiamo Alessandro , ho soltanto 27 anni.
Sono affetto da artrosi dell’ anca bilaterale. Fino a a maggio 2020 non ho mai avuto dolori o fastidi ma dalla fine della pandemia inizio ad accusare , dolori , fastidi e limitazione di mobilità. L’ ortopedico specialista per le anche che mi ha visitato ha dato come responso artrosi anca bilaterale sottoponendomi a infilitrazione di acido jaluronico 15 giorni fa.
Da piccolo all’ età di 13 anni sono stato sottoposto ad invervento di osteotomia coxofemorale bilaterale per pregressa epifisiolisi bilaterale con lato peggiore a sinistra.
Essendo molto giovane sono davvero impaurito.
Il professore specialista per le anche che mi operò anni fa a firenze purtroppo è andato in pensione e mi fidavo ciecamente. Avrei piacere di parlare con lei , avendo letto grandi cose sul suo operato , per arrivare ad una possibile soluzione.
Io vivo a firenze , visita anche da queste parti Dottore ? In quale modo possiamo metterci in contatto?

antonio

Salve dottore io mi chiamo antonio ho 47 anni circa 22 anni fa ho fatto un incidente di moto procurandomi la rottura del legamento collaterale esterno menisco e quasi rottura del legamento crociato anteriore e frattura della spina tibiale tutto questo al ginocchio sx.
E chiaro che dopo 22 anni sarebbe uscita l’artrosi ma non ho ma i sofferto molto tranne che nell’ultimo periodo dopo la pandemia.
Il ginocchio dx invece soffre di condropatia rotulea ma non so di grado problema che usci fuori nel lontano 2013 assieme al conflitto femore acetabolare ma che facendo un lavoro di rinforzo muscolare risolsi pienamente
il problema.Nel 2018 poi l’anca dx incomiciò a darmi molto fastidio e decisi di contattare l’ortopedico che mi consigliò un trattamento da lui messo a punto per gli inoperabili e i pazienti giovani il trattamento si chiama C.A.S.L.I.T.in artroscopia il quale consisteva nello strecting meccanico degli adduttori rompendo tutte le calcificazioni che c’erano lavaggio dell’articolazione e inniezione di acido iarulonico risultato vine dolori e fastidi
Ora che è successo il 16/02/2020 sono caduto al lavoro da una scala procurandomi una frattura composta del trochide omerale sinistro dopo un mese scarso mi sono ritrovato con gli stessi e identici dolori alle ginocchia il sinistro con un po di versamento il dx no ma molto dolente(tengo a precisare che il ginocchio sx alcuni mesi prima si era gonfiato ma che dopo alcuni giorni con applicazione di ghiaccio era tornato come prima)quindi daccapo torno agli esercizi ma purtroppo questa volta a farli sempre iniziano a essere doloranti alle le ache la dx molto la sinistra meno ora mi chiedo quale beneficio posso trarre dalle cellule mesenchimali

Rosina

Buongiorno Dottore,
mi chiamo Rosina e ho 45 anni.
In seguito ad un forte dolore al ginocchio e alle anche ho fatto una risonanza da cui è risultata un’artropatia degenerativa femoro-tibiale e femoro-rotulea con focale lesione osteocondrale nella zona di carico, rotula in iperpressione esterna, versamento articolare e menisco bicompartimentale. Ho eseguito anche raggi alle anche dove il referto parla di iniziali fenomeni coxo-artrosici bilaterali con sclerosi dei tetti acetabolari e lieve riduzione dello spazio articolare.
Dopo i risultati ho effettuato delle terapie dal fisioterapista e delle infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio, sotto consiglio dell’ortopedico. Nonostante le terapie che sto eseguendo, il dolore alle anche è molto forte e mi limita nei movimenti più banali.
Volevo chiedere a Lei un suo consiglio e parere.
Cordiali saluti, Rosina.

Daniele Vaccari

Buongiorno Dottore, mi scusi ma la protesi con rivestimento della testa femorale di cui lei parla ed è sostenitore, per quali casi risulta idonea ?? Le problematiche metallo-metallo legate ai “detriti” o al rilascio di ioni metallo nel sangue, sono ancora presenti o sono state ovviate ?
Grazie
Daniele TV

Graziella

Buonasera, ho 63 anni e da due mesi ho un dolore che coinvolge la parte laterale interna del ginocchio . Il dolore si manifesta quando il ginocchio è sollecitato a carico, esempio quando mi alzo da un divano o scendo le scale . Nel salire le scale o nel camminare avverto un leggero fastidio .

Responso RX DX sotto carico
I rilievi appaiono invariati rispetto al precedente controllo del 14.09.2016
Sostanzialmente conservata l’ ampiezza della rima articolare femoro-tibiale sia nel comparto mediale che laterale. Iniziale sclerosi subcondrale a livello dell’ emipiatto tibiale laterale. Non evidenti calcificazioni dei tessuti molli periarticolari. Tenore calcico nei limiti.

Responso R.M.
Risolto il problema della spongiosa di significato algodistrofico a livello condilo femorale mediale. Si segnala la comparsa di area di edema della spongiosa da sofferenza dell’ osso subcondrale a livello dell’ emipiatto tibiale mediale senza delimitazione attuale di focolai di osteonecrosi. Disomogeneità d’ intensità di segnale della cartilagine sovrastante come per fenomeni di condromalacia. In corrispondenza del corno posteriore del menisco mediale permane apprezzabile disomogeneità d’ intensità di segnale come per fenomeni degenerativo- meniscosici, senza immagini di rottura a tutto spessore nel suo contesto. Invariati i rilievi pertinenti al menisco laterale , ai crociati, ai collaterali , al tendine rotuleo ed al tendine del muscolo quadricipite . Rotula sostanzialmente in asse con disomogeneità d’ intesità di segnale della cartilagine femororotulea come per fenomeni di condromalacia soprattutto a livello della faccetta mediale della rotula ove si delimita piccola area di esposizione dell’ osso subcondrale estesa per circa 4 mm. Minima falda di versamento intrarticolare con associato ispessimento della plica sinoviale sovrapatellare, dimensione fluida della borsa anserina all’interno della quale si riconosce un corpo non calcifico del diametro di 7 mm.

Puo’ dirmi qualcosa in merito agli esiti sopra esposti ?

Grazie

P. Fusco

Dottore Buongiorno,volevo chiedere:sono affetto da una necrosi alla testa del femore SX di grado sero la soluzione e’ chirurgica/protesi o posso pensare ad un BHR o meglio ancora cellule mesenchimali ???

La ringrazio e saluto P-. Fusco

P.S. eta’ 64anni.

Marco

Salve gentilissimo Dott. Ho 36 anni e faccio il vivaista dopo un incidente nel 2006 ad oggi sono aumentati i dolori all anca dx che mi misero un chiodo endomidollare per la frattura della testa del femore e il femore mi so fatto una rm ed i risultati sono: ispessimento in stir della capsula articolare coxo-femorale, cui si associa irregolarità della cartilagine articolare, come da capsulite e coxartrosi. A livello della testa – collo femorale coesistono minute cisti subcondrali. Alterazioni del segnale a livello della sincondrosi sacro-illiaca destra con estese aree di sostituzione adiposa a livello dell osso sacro e illiaco, ove si associano piccole aree di edema della spongiosa. Questo è per l anca e poi ho tutte e 2 Ginocchia con disomogeneità intensitometrica del corpo adiposo di Hoffa con ispessimento delle pliche sinoviali. Versamento intra ed extra articolare. Ispessimento ed iperintensita in t2 della sinovia retrorotulea. Disomogeneità della cartilagine retrorotulea da riferire a condropatia rotula. Piccola cisti di baker 2,5 cm. Questo è più o meno tutto quello che c’è poi nn vi ho scritto anche i problemi a livello lombosacrale perché mi interessa nn soffrire più a livello dell anca e ginocchio e di poter lavorare tranquillamente… Possiamo risolvere il problema con le cellule mesenchimali?? In attesa di un suo riscontro le porgo i miei cordiali saluti…

Marco

Grazie mille per la disponibilità dimostrata però mi chiedevo, informandomi del costo da sostenere ma i risultati sono garantiti??

Alessandra Milo

Buongiorno Dott.Gardelin,
In seguito a un trauma, dopo varie diagnosi e terapie sbagliate, mi hanno diagnosticato una sacroileite monolaterale da trauma.
Tutto ebbe inizio da una caduta dalle scale 8 mesi fa, atterrando sul bacino destro.
Ho eseguito risonanza magnetica lombo-sacrale e al bacino, una radiografia al bacino, elettromiografia, visto un fisiatra, ortopedico, neurochirurgo, terapista del dolore e tutti concordono in una sacroileite monolaterale da trauma. 
Dagli esami non risulta nulla, solo la sacro-iliaca di destra chiusa e una leggera rotazione del bacino.
Ho eseguito sessioni di fisioterapia e osteopatia, ma la situazione non si risolve.
Fatto cure farmacologiche e in ultima ho eseguito una infiltrazione con cortisone ecoguidata 4 giorni fa (con ecografo hanno rilevato un’edema a 3cm) nell’articolazione sacroiliaca, ma il dolore sembra aumentato da quel momento, soprattutto la mattina. È normale?
Non so come procedere e ho paura che qualcosa sfugge alla vera diagnosi. 
Ho eseguito esami del sangue (VES, PCR, FR, EMOCROMO…) che ritirerò a breve.
Potrei avere un suo parere?
Grazie mille

Daniele Vaccari

Buongiorno Dottore,
sono un 58enne sportivo che, causa proprio l’eccesso di sport e 4 interventi artroscopici alle ginocchia, si ritrova con anca dx e ginocchio dx (flesso oltre 10°) da protesizzare . Noto una forte propensione degli ortopedici all’intervento e solo ultimamente un fisiatria mi ha consigliato di provare lo ialuronico all’anca che comincia a dolermi parecchio, soprattutto nel fare le scale. In bicicletta posso invece percorrere anche 200 km senza problema alcuno né all’anca né al ginocchio. Lo spazio articolare dell’anca appare limitato ma non ci sono osteofiti evidenti ma la forma è però ovalizzata e fatico ad accavallare la gamba o a spostarla mediamente causa il dolore. Per l’anca la cura con le mesenchimali sarebbe alternativa allo ialuronico ? Può avere senso nel mio caso? Potrebbe essere d’aiuto anche per il ginocchio ? Lei visita in Veneto ??
Grazie
Daniele

Tommaso CATALDI

Egregio signore, ho letto il suo commento circa l’esperienza vissuta: Avendo una situazione alquanto simile a quella da Lei descritta, mi permetto di chiederle:

1) La sua fascia di età; 2) Se altre patologie potevano essere contro – indicative; 3) Se può indicarmi -per semplicità e brevità – la sede del Washington Medical Center ove è stato operato.

Grato sin d’ora per un suo per me importante e gradito riscontro, porgo distinti saluti

Cosima Minonni

Buona sera Dottore,sono una signora di 60 anni di Brindisi,soffro da qualche anno di artrosi al ginocchio sinistro con leggera zoppia della gamba sinistra,dalla diagnosi della radiografia del giugno 2018 si evidenzia quanto segue:Quadro di gonartrosi con discrete deformazioni di tutte le superfici ossee articolari,non segni di patologia a focolaio;ridotta in ampiezza la emirima articolare interna.apparente iniziale grado di atrofia calcare.
ho visto in televisione una sua dimostrazione di trapianto di cellule mesenchimali prelevate da tessuto adiposo,vorrei sapere se questo tipo di intervento andrebbe bene al mio caso e se mi consiglia una visita,potrei venire
a un centro di Taranto essendo più vicino alla mia città.La ringrazio infinitamente.

MInonni Cosima

raffaele volpe

Buonasera,
mi chiamo Raffaele 55 anni, dalla provincia di Latina. Ho praticato ciclismo agonistico per 20 anni circa, da un’anno accuso dolori all’anca sx , fatte le radiografie e RSM mi è stato diagnosticata una marcata riduzione della cartilagine sia a sx che a ds ( premetto che è da 1 anno e mezzo che seguo la dieta antiartrosi pubblicata dal prof. Lanzetta e tanta ginnastica/ stretching). Consultato un Fisiatra mi ha consigliato infiltrazioni di acido ialuronico , ma leggendo i suoi commenti ho cambiato completamente idea, vorrei ritardare il più possibile la protesi . Le volevo chiedere essendo magro e non avendo grasso addominale è possibile fare le mesenchimali? ed eventualmente sapere se visita a Roma o nel centro Italia.
Grazie.

Daniela

Salve dottore sono una ragazza di 29 anni, peso 58 kg e ho una condropatia di II grado al ginocchio sinistro e ll- lll al destro, sono seguita in palestra da un fisioterapista da un anno e mezzo,non ho dolore ma ho solo un fastidio al ginocchio destro, ci sono giorni che lo avverto altri giorni che è quasi impercettibile, volevo sapere se ci sono altre possibilità per togliere questo fastidio oppure il metodo conservativo fatto con il rinforzo del quadricipite basti.
Volevo sapere anche, se un giorno dovessi avere una gravidanza se c’è il rischio di aggravare la situazione

ELISABETTA LANDAU

Buongiorno Dottore, scrivo da Milano mi chiamo Loredana e ho 77 anni. E’ da anni che soffro di dolori al ginocchio sinistro, che mi causano evidenti difficolta motorie. Mi hanno suggerito di valutare la protesi, ho sentito però che in taluni casi l’intervento potrebbe essere sostituito dal trattamento con le cellule mesenchimali. Nel mese di maggio 2019 mi sono sottoposta a RX GINOCCHIO DX e SN che ha evidenziato quanto segue: “bilateralmente di osserva appuntimento artrosico dei tubercoli intercondiloidei tibiali. A sinistra, a livello del comparto femoro-tibiale laterale di osserva deformazione delle superfici articolari che mostrano eversione osteofitaria marginale; concomita riduzione marcata di ampiezza dell’emirima articolare coinvolta e conseguentemente deviazione in valgo dell’asse di carico femoro-tibiale corrispondente. Appuntimento artrosico delle superfici articolari anche in sede femoro-rotulea. Le rotule sono state esaminate nella proiezione assiale a 45 gradi di flessione del ginocchio: a dx si osserva tendenza all’iperpressione esterna. ”
In seguito anche a RMN GINICCHIO/GAMBA DX e SX SENZA CONTRASTO che ha evidenziato:” Ginocchio DX: assottigliamento delle cartilagini dell’articolazione femoro-tibiale senza evidenti lesioni. Aumento del segnale a carattere degenerativo del corno posteriore del menisco laterale che presenta anche una fissurazione orizzontale. Non evidenti lesioni del menisco mediale. Legamenti crociati e collaterali non presentano particolarità di rilievo come il legamento rotuleo e il tendine del muscolo retto quadricipitale. Disomogenea segnale del tessuto sottocutaneo anteriore come presenza di borsite prerotulea. Rima articolare femoro-rotulea di ampiezza ridotta in piani esterni. Presenza di gavoccioli venosi nei piani posteriori della coscia. Ginocchio SN: note artrosiche che interessano in particolare il comparto esterno del ginocchio con presenza di osteofitosi del piatto tibiale. Aumento di segnale a carattere degenerativo di entrambi i menischi. I legamenti crociati e collaterali non presentano particolarità di rilievo. Presenza di versamento intraarticolare che si raccoglie sia nello sfondato sovrarotuleo che nella guaina del muscolo gastrocnemio semimembranoso. Non evidenti lesioni del legamento rotuleo e del tendine del muscolo retto quadricipitale, Edema dei tessuti sottocutanei, prevalentemente in piani anteriori. Rima articolare femoro-rotulea di ampiezza ridotta per assottigliamento delle cartilagini, prevalentemente sul versante femorale.” La ringrazio in anticipo e la saluto cordialmente

tamara

Buongiorno dottore ho 44 anni e soffro già da tempo di dolori e zoppia all anca destra.Le invio referto RM volevo gentilmente sapere se nel mio caso le cellule mesenchimali possano darmi beneficio dato che al momento vorrei evitare l’operazione avendo dei bambini piccoli.Grazie

RM BACINO per studio ANCA DESTRA

Non evidenza di lesioni osseo focali o fratturative di rilevabilità RM.
Normale trofismo delle teste femorali.
Segni di coxartrosi bilaterale con sclerosi dei tetti aceta bolari ed assottigliamento delle rime articolari.Tali alterazioni degenerative sono notevolmente più pronunciate a destra ove coesiste deformazione della testa femorale che appare ovalizzata.Rapporti articolari sacro-iliaci nei limiti della norma.Regolare delineazione delle strutture legamentose e muscolo-tendinee in esame.Rilievo di versamento liquido artcolare coxofemorale destro.

ROMEO Franca Maria

Gentile Dr. Gardelin sono Franca Maria e ho 66 anni. Ad una visita ortopedica mi è stata prescritta RMN di controllo del ginocchio sinistro che in data 29.10.2019 ha evidenziato: quadro di gonartrosi di grado marcato con assottigliamento delle cartilagini, più evidente sul versante esterno ove sulla superficie articolare del condilo femorale si associano fenomeni erosivi con edema dell’osso spongioso, oltre a iperpressione esterna della rotula. Viene segnalata anche ipertrofia della sinovia, legamento crociato anteriore sottile, crociato posteriore e collaterale mediale conservati, collaterale esterno irregolare per possibili esiti di remota parziale lacerazione. Disomogeneità di segnale di tipo degenerativo a carico del tendine sottorotuleo e dei menischi, più marcate per il menisco esterno, piccolo per esiti di lesione complessa con macerazione dei frammenti. Lo specialista ortopedico mi ha spiegato che la soluzione sarà chirurgico-protesica. Le chiedo se per il mio caso, sia possibile la soluzione costituita da infiltrazioni di cellule staminali mesenchimali da tessuto adiposo autologo.Anche un RMN dell’altro ginocchio eseguita nel 2016 ha evidenziato un quadro sovrapponibile a quello descritto per il ginocchio sinistro. La ringrazio per la risposta che vorrà darmi.
e La saluto cordialmente
ROMEO Franca Maria

Antonio Iafigliola

Gent.mo Dott. Gardelin,

mi è stata diagnostica una coxoartrosi bilaterale, per il momento ancora asintomatica.
Nel camminare, però, mi stanco facilmente, soprattutto salendo le scale.
Pratico regolarmente nuoto (stile libero/dorso) e ciclismo (principalmente in pianura).
Assumo 30 gg sì, 30 gg no, Condrosulf mattina e sera.
Dall’ultima radiografia (13 settembre 2019):

Bacino e anche
Severe manifestazioni di coxoartrosi bilaterale, con deformazione dei capi articolari, pronunciate irregolarità marginali e segni di sclerosi subcondrale delle superfici articolari, piccole aree osteolitiche di significato geodico di entità maggiore a sinistra e marcata riduzione d’ampiezza del versante laterale della rima articolare, più pronunciata a sinistra.
Piccola isola di compatta del versante superiore della sincondrosi sacro-iliaca sinistra; un’altra del diametro maggiore di 24 mm si rileva in corrispondenza della branca ilio pubica di destra.

Ritiene possibile un trattamento con cellule mesenchimali?
(ho compiuto da poco 65 anni).
So che visita anche a Bari, potremmo fissare un incontro presso quel Centro Medico?
Appena può, mi fa sapere?
Grazie.
Cordialità

Antonio Iafigliola

Thomas

La ringrazio molto per la sua risposta tuttavia non riesco ancora a capire in quali casi si utilizzano le staminali midollari dell anca e, in quali altri, siano più indicate quelle adipose da lei suggerite e praticate.

LUCA CORBETTA

Buona giornata, dopo6 mesi di dolori lombo sacrali indagati con lastre e rm ed esami sangue .
Mi sono rivolto ad un bravo posturologo che dopo aver fatto visita e visionato gli esami secondo lui mi ha detto che tutti questi dolori ormai da 6 mesi che mi stanno preoccupando e condizionando possono dipendere da un problema all’anca dx che crea conflitti lungo la schiena .
Mi ha consigliato di fare elettromiografia semplice arti inferiori e test stabilometrico e rx bacino e in frog e dunn 45” puo essere veramente questo il motivo ??

Passione Francesco

Buongiono dottore,ho 51 anni con una vita lavorativa molto intensa che mi porta a stare molte ore in piedi.In seguito a gonalgia del ginocchio dx che durava da circa due mesi,ho scoperto di soffrire di condropatia femoro rotulea confermata dalla rsm con il seguente referto:discretamente disomogenee le fibrocartilagini maniscali per fenomeni meniscopici specie ai corni posteriori. Regolari i legamenti crociati anteriori e posteriori ed i collaterali esterno ed interno.Nella norma il tendine quadricipitale e rotuleo.Disomogeneo per fenomeni reattivi infiammatori il legamento alare mediale.Rotula in asse nei gradi di flessione del ginocchio in corso di esame.Segni di condropatia con presenza di lesioni osteocondrali al condilo femorale laterale.Immagini di aspetto cistico pericentimetriche in sede subspinosa alla tibia.Presenza di falda di versamento intrarticolare e nello sfondato sottoquadricipitale. Gradirei sapere ,se con la tecnica infiltrativa di cellule mesenchimali può portare nel mio caso un netto miglioramento o meglio una risoluzione della patologia. In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente.

thomas

Buonasera dott. Gardelin,
l’anno scorso il chirurgo ortopedico che mi ha visitato mi ha proposto un intervento alla cartilagine del ginocchio che prevedeva il prelievo di cellule staminali midollari (dalla cresta iliaca dell anca) . Era contrario all’utilizzo di quelle adipose dell’addome perchè, a suo dire, non ci sarebbero ancora evidenze scientifiche a lungo termine che garantirebbero una buona risposta nei pazienti per gli anni successivi. Cosa mi può rispondere a riguardo?
Non meno importante è il tempo di ripresa dell’attività fisica: infatti, leggere nel suo sito che dopo 30 minuti il paziente può subito deambulare per tornare a casa è una manna dal cielo….
ricordo invece che mi era stata prospettata un’astensione dal camminare di almeno un paio di settimane… ed un ritorno allo sport dopo almeno 10/12 mesi….
Mi illumini lei se la tecnica è completamente diversa e se non ci sono svantaggi percorrendo la sua soluzione!
La ringrazio infinitamente per la sua risposta, spero di aver trovato la via della guarigione con lei!

Gabriele

Salve dottore.
Dopo un operazione al ginocchio con innesto di cellule mesenchimali il paziente è in grado di guidare l auto per tornare a casa ?
Grazie

Procopio Maria Annunziata

Buongiorno dottore,
io ho 58 anni e abito a Cesate in provincia di Milano.Ho molta fiducia del medico che mi ha indicato il suo nome anche l’esperienza positiva di un suo paziente che si è rivolto a lei, quindi le vorrei sottoporre il referto della RMN del mio ginocchio destro per sapere se ritiene che sia indicata la terapia con le cellule staminali
“L’esame evidenzia un cedimento lesivo del versante interno del corpo centrale corno posteriore menisco mediale con residui edemigeni che tendono a debordare esternamente dalla femorotibiale, asperità condropatico ed ematosa senza fissurazioni profonde della femorotibiale mediale, edema spongioso sottocorticale del condilo mediale piatto tibiale mediale per alterato carico senza lesioni osteocondritiche nè osteonecrotiche. Nei limiti il menisco laterale femorotibiale laterale
Nei limiti legamenti crociati e collaterali.
Rotula moderatamente altoposta centrata con abrasione profonda ma non a tutto spessore per iperpressione del panno condrale alla faccetta mediale con modesto edema sottocorticale senza esposizione della corticale, plica medio patellare che scende a unirsi a piccola fimbria nei corpi di Hoffa infero mediali.
Versamento intrarticolare di media entità.
Restanti reperti nei limiti”
In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente e la ringrazio

Alessandra

Buongiorno dottore ho 45 anni coxartrosi bilaterale congenita, operata un anno fa con tecnica mininvasiva, intervento bene , l’altra anca viene diagnosticata artrosi di 4 grado ma ancora con un po’ di cartilagine . Io sto bene e non ho nessun dolore, non mi da problemi e quindi prima che peggiori come l’altra vorrei provare le Lipogems per poter tardare intervento il più possibile . E’ Possibile ? Grazie

Giovanni Delfino

Buonasera Dottore dopo aver letto le ottime recensioni ricevute e averla seguita in una trasmissione televisiva, avrei il piacere di conoscerla, sono un uomo di 52 anni appena compiuti persona molto sportiva e poco più di un anno fa in una delle mie uscite di corsa, ho cominciato ad avertire un leggero fastidio sul fianco sinistro all’altezza dell’anca, passato un mese e visto che il fastidio (ripeto fastidio non dolore) non passava ho effettuato una radiografia che ha evidenziato un conflitto CAM. Da allora ho sentito pareri di diversi ortopedici, dove tutti mi dicono che la mia anca è un anca preartrosica che ha ancora della vita, ho cominciato a fare fisioterapia, magnetoterapia, rinunciando completamente alla corsa, ma il fastidio (sempre solo fastidio) è rimasto anche se certi giorni sparisce e dopo ricompare, concludendo le chiedo nel mio caso essendo un problema “meccanico” quale tipo di terapia è possibile fare per risolvere il problema e tornare se possibile ad una quasi nomale attività sportiva?
Ringraziandola anticipatamente per la cortesia, resto in attesa di poterle stringera la mano personalmente.
Giovanni Delfino

Francesco

Gentilissimo Dr Gardelin,
dopo diverse visite, esami e tentativi maldestri di cure per “Coxalgia SX in fai + cisti geodiche”, mi venivano prescritte due infiltrazioni di PRP.
Lei le esegue? Qual è il costo per questo trattamento?
Dopo diverso tempo, sto iniziando ad avvertire dolore anche all’anca DX che fino a qualche mese era indolore durante i movimenti e perfettamente funzionante.
Consapevole che sarebbe comunque opportuno che mi visitasse per le valutazioni del caso, che non è possibile valutare un paziente giovane (32 anni) a distanza.
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.

Giacinto Franco BARBERA

Buongiorno Dottore, Ho 57 anni e da 1 anno circa soffro di coxartrosi bilaterale. Dal referto della RM : A sinistra si osserva un avanzato quadro di coxartrosi con grave deformazione ed appiattimento dei
capi articolari coxo – femorali, grossolane apposizioni osteofitosiche marginali e multiple aree subcondrali di aspetto geodico, parzialmente confluenti tra loro, sia sul versante acetabolare che su quello femorale.
Lo spazio articolare coxo – femorale omolaterale risulta scomparso in corrispondenza del versante di carico. Le superfici articolari coxofemorali di sinistra appaiono appiattite ed irregolari.
A sinistra si osserva inoltre un modico versamento articolare con segni di iperplasia sinoviale.
A destra si evidenzia un iniziale quadro di coxartrosi caratterizzato da una lieve riduzione in ampiezza dello spazio articolare e da iniziali appuntimenti osteofitosici marginali ai capi articolari.Non si apprezzano significative alterazioni RM a carico delle strutture muscolo – tendinee esaminate. Le chiedo cortesemente se evitando la protesi l’intervento di Cellule Mesenchimali potrebbe darmi sollievo. Grazie

Pino

Buongiorno,
Ho 52 anni e soffro di coxartrosi bilaterale da circa 5 anni e la presenza di osteofiti blocca i miei movimenti per cui salgo difficilmente un gradino e, in piedi, non riesco a divaricare i piedi più di 20 cm circa.
Normalmente non avverto particolari dolori ma in seguito ad ad un minimo di attività, anche lunghe passeggiate, soffro per dolori alle anche. Volevo sapere se, prima di pensare alle protesi può essere
utile provare un trattamento con cellule mesenchimali.
Grazie

GABRIELLI STEFANO

Buongiorno dottore,
mi chiamo Stefano, le scrivo da Pesaro, ho 59 anni e soffro di coxartrosi bilaterale da diversi anni; dopo diversi consuti medici non tutti soddisfacienti, ho avuto il suo nominativo da un conoscente e vorrei un appuntamento per un consulto.
Le premetto che amo fare sport per averlo fatto sempre prima che la coxartrosi me lo impedisse e mi piacerebbe poterlo tornare a fare anche in maniera solo leggera…
Avrei però alcune domande da porle:
1- Ho richiesto un parere ai medici che ho consultato in precedenza in merito all’opportunità di fare l’intervento di artroprotesi bilaterale in contemporanea, ma nessuno mi ha consigliato di farlo, mi sembra però che Lei non sia di questo parere…ed eventualmente sarebbe praticabile anche per l’artroprotesi di rivestimento ?
2- L’intervento di artroprotesi di rivestimento risulta possibile sempre piuttosto che il più “classico” intervento di artorprotesi ?
3- Ho effettuato una densitometria ossea e la qualità del mio osso è risultata al livello più basso nel “range” di normalità, quali controindicazioni potrei avere ?
4- Il trapianto di cellule mesenchimali apporta benefici duraturi o solo per periodi più o meno lunghi, ed è praticabile solo in una fase iniziale di artrosi ?
Spero di essere stato abbastanza chiaro, mi scusi per le tante domande che Le ho posto e la ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
Stefano Gabrielli

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