Sanità, i migliori specialisti ci spiegano progressi e nuove possibilità

L'Artrosi dell'anca negli sportivi:novità

SANITÀ, I MIGLIORI SPECIALISTI CI SPIEGANO PROGRESSI E NUOVE POSSIBILITÀ. SPECIALE EXPO 2015

La sanità lombarda, i professionisti e le strutture che la rappresentano, sono un fiore all’occhiello per l’Italia, riconosciutoci non solo nei nostri confini. In occasione di EXPO 2015 abbiamo realizzato uno speciale con gli interventi di molti esponenti delle più grandi strutture sanitarie lombarde, luminari che rendono merito alla sanità della regione e hanno davvero a cuore il benessere dei pazienti. Con la maggior parte delle personalità che hanno abbracciato questo progetto è stato pianificato un percorso di comunicazione, nel quale, di volta in volta, verranno trattati argomenti diversi, diventando in tal modo un punto di riferimento per i nostri lettori. Così potranno trovare risposte ai loro quesiti e curiosità attraverso le rubriche dedicate, in attesa di approfondimenti e Focus che illustrino le linee guida per affrontare e gestire qualsiasi tipo di patologia. Con l’augurio che non si manifestino.

Come le infiltrazioni mesenchimali estratte dal grasso

L’artrosi d’anca o coxofemorale è una patologia degenerativa che porta al consumo della cartilagine ed alla perdita della sua funzionalità provocando dolore, zoppia e limitazione della mobilità.

La sede del dolore è molto varia: principalmente all’inguine e al fianco ma si può irradiare fino al ginocchio e persino al gluteo e lombare. Le cause principali di insorgenza nei soggetti sportivi in presenza di anomalie anatomiche che causano l’inpigement femoro-acetabolare (Fai) sono le forti sollecitazioni o e le alte richieste funzionali a cui è sottoposta questa articolazione. “E’ fondamentale fare diagnosi precoce in modo da prevenire un rapido consumo cartilagineo -spiega Pierantonio (www.pierantoniogardelin.it), chirurgo ortopedico che opera presso l’Istituto Clinico San Siro come aiuto responsabile del centro di chirurgia protesica di anca e ginocchio”-.

La sintomatologia infatti è molto subdola perchè negli stadi iniziali può presentarsi solo in alcuni gesti sportivi per poi rimanere silente durante la vita quotidiana; quando poi si manifesta in modo eclatante l’articolazione potrebbe essere già compromessa.”.

Oltre alla fisioterapia, che è fondamentale oggi possiamo riparare in artroscopia lesioni capsulari o “ limare” le eccedenze ossee che causano dolore in alcuni gesti sportivi. Tra i vari trattamenti conservativi l’innovazione assoluta è rappresentata dalle infiltrazioni articolari di cellule mesenchimali prelevate dal tessuto adiposo dello stesso paziente che hanno un alto potere di proteggere e trasmettere stimoli rigenerativi alla cartilagine. Quando, invece, il paziente è vittima di una grave forma di coxartrosi l’unica terapia che può ridare una vita senza dolore è l’intervento di protesi d’anca. “ In termini di mininvasività- Precisa Gardelin- certamente l’intervento più indicato soprattutto nei pazienti giovani e sportivi è quello del rivestimento della testa femorale, che quindi non viene tagliata bensì” ricoperta” da una coppa in metallo.

In questo modo si ha la sicurezza di non cambiare la geometria dell’articolazione, dando al paziente la sensazione di avere la propria anca così da permettergli di tornare a una vita attiva e sportiva. Inoltre permette ampi range di movimento senza rischi di lussazioni”. Si tratta di un impianto più longevo di quello tradizionale in quanto, non essendoci una componente protesica dentro al femore, si evitano le grosse sollecitazioni su quest’ultimo che posson portare al fallimento precoce.

In caso poi di necessità di reintervento (a causa dell’usura dei materiali), il chirurgo troverà una condizione da primo impianto rimuovendo la testa del femore come nelle protesi classiche.

Il dr. Pierantonio Gardelin è membro fondatore del Centro Nazionale per la cura dell’artrosi.- Milano- Saronno( Va). Taranto.