Protesi di ginocchio, dopo l’impianto cresce il rischio di fratture d’anca e vertebrali?

Protesi di ginocchio, dopo l’impianto cresce il rischio di fratture d’anca e vertebrali?

Uno studio condotto dai ricercatori della Sahlgrenska Academy di Molndal, nella Svezia meridionale, solleva il dubbio che i pazienti sottoposti con successo a un intervento di protesi di ginocchio potrebbero correre un maggior rischio di fratture d’anca e vertebrali. Ne abbiamo parlato con il dottor Pierantonio Gardelin, chirurgo ortopedico esperto di anca e ginocchio.

Ricercatori della  Sahlgrenska Academy di Molndal, nella Svezia meridionale, hanno sollevato il dubbio che i pazienti sottoposti con successo a un intervento di protesi di ginocchio potrebbero correre un maggiore rischio di fratture d’anca e alla colonna vertebrale. Si tratta ancora dei risultati preliminari di uno studio condotto analizzando i dati presenti nei registri ortopedici svedesi dal 1987 al 2002 e riferiti all’intera popolazione svedese nata tra il 1902 e il 1952. «Lo studio – spiega il dottor Pierantonio Gardelin, chirurgo ortopedico esperto di anca e ginocchio –  ha esaminato i dati di oltre quattro milioni e mezzo di persone, rilevando che le fratture d’anca nei soggetti con protesi di ginocchio sono state del 4% superiori rispetto alle persone di pari età non operate, mentre le fratture alla colonna hanno mostrato un rischio relativo aumentato del 19%. Tuttavia – sottolinea lo specialista – si tratta di risultati che devono ancora essere confermati da ulteriori nuove ricerche per accertare i fattori a cui si possono attribuire questi maggiori rischi».

Protesi di ginocchio, fratture e attività fisica

Oltre che a fattori biomeccanici ancora da chiarire, il maggiore rischio di fratture vertebrali e d’anca nei soggetti con protesi di ginocchio potrebbe essere dovuto anche a una ripresa dell’attività fisica. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che le persone affette da osteoartrosi spesso riducono l’esercizio fisico a causa del dolore o della paura di traumi. «Le persone anziane colpite da artrosi – commenta il dottor Gardelin – spesso smettono di fare attività fisica perché temono che un’eventuale caduta o frattura riduca ulteriormente la loro mobilità. In realtà l’esercizio fisico fa bene a qualsiasi età perché rinforza i muscoli, stabilizza l’articolazione, aumenta la mobilità articolare, migliora l’equilibrio e aiuta a mantenere o ridurre il peso corporeo».

Protesi di ginocchio, quando è consigliata e come funziona?

Se il paziente presenta forte dolore, limitazioni funzionali, zoppica o ha difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane, allora la soluzione raccomandata è proprio quella di sottoporsi a un intervento di protesi di ginocchio. La protesi, che permette di tornare a camminare senza dolore, si prende in considerazione quando le terapie conservative si sono rivelate fallimentari. «Durante l’impianto di protesi, la parte del ginocchio in cui la cartilagine si è consumata provocando l’esposizione dell’osso subcondrale dell’articolazione – spiega lo specialista – viene ricoperta con delle mascherine di metallo speciale sagomate sulla sua forma. Queste mascherine – conclude il dottor Gardelin – vengono posizionate a livello femorale e tibiale, cioè sulla parte dell’articolazione che collega o il femore o la tibia al ginocchio».
In conclusione la protesi di ginocchio è consigliata proprio per permettere al paziente di tornare a camminare e condurre una vita attiva e sportiva in modo da allontanare il rischio di fratture del femore e vertebrali.
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